Berlusconi ha definito la sua manovra da lacrime e sangue dove tutti gli italiani pagheranno moltissimo, ma tutto ciò si potrebbe in parte "ridurre" se la Chiesa contribuisse.
In questo Interessante video dal titolo "Il Vaticano veste Prada" qualche cifra:
dove si enumerano i vari contributi e privilegi fiscali del Vaticano al punto che al minuto 4 viene espresso il seguente pensiero "Senza i privilegi economici alla Chiesa, lo Stato potrebbe praticamente dimezzare le tasse a tutti i suoi cittadini".
Alcune cifre riportate sembrano allucinanti e irreali ma son citata sul libro di Piergiorgio Odifreddi "PERCHE NON POSSIAMO ESSERE CRISTIANI (e meno che mai cattolici)" e in questi giorni su Facebook leggo di continuo lo slogan "IL VATICANO NON PAGA ICI, IRPEF, IRES, IMU, TASSE IMMOBILIARI E DOGANALI, MA NEANCHE GAS, ACQUA E FOGNE. E' TUTTO A CARICO DEI CONTRIBUENTI ITALIANI.
Possiede quasi il 30% del patrimonio immobiliare Italiano e con l'8 per mille toglie quasi 1 Miliardo di Euro all'anno all'Italia.".
Molto seguita e discussa è stata la puntata di Report dell'anno scorso, 30 maggio 2010, che faceva i conti in tasca al Vaticano dove si analizzava soprattutto il famigerato otto per mille che è passato dai 210 milioni di euro del 1990 al miliardo e nove milioni del 2009.
In basso 14 minuti di video tratto dalla puntata (guardate e indignatevi):
nella descrizione al video si legge in basso questa frase da tenere sempre presente "il finanziamento più significativo fu quello concesso dal fascismo, col Concordato (Patti Lateranensi) del 1929, che prevedeva, a titolo di risarcimento per la perdita degli Stati pontifici l'indomani dell'unificazione nazionale, qualcosa come 100 milioni di dollari (40 in contanti e 60 in obbligazioni; in lire erano 750 milioni), oltre all'esenzione dalle tasse e dai dazi sulle merci importate in Vaticano".






























"Sì, ho litigato con il Papa. Ci ho litigato perché sono stato in Vaticano, e ho visto i tetti d'oro, e dopo ho sentito il Papa dire che la Chiesa si preoccupava dei bambini poveri... allora venditi il tetto, amigo, fai qualcosa!!!".
Insomma la frase di Gesù contenuta nel Vangelo di S. Matteo al capitolo 19 «In verità vi dico: difficilmente un ricco entrerà nel regno dei cieli. Ve lo ripeto: è più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno dei cieli» (in realtà il cammello di questa parabola doveva essere più logicamente grossa fune"; di conseguenza nel testo greco la parola incriminata "cammello" da "kamelos", doveva essere "grossa fune" e cioè "kamilos") va applicata per gli altri ma non per loro...